Newsletter - OTTOBRE 2009
- Sommario -
"PARLIAMO DI NOI"
Road Show: si parte!
Facciamoci ri-conoscere: restyling del logo e del sito. Nuova brochure di Veneto responsabile.
Requisiti minimi per un percorso di RSI - Regione del Veneto / Unioncamere
Dal dire al fare. C'eravamo anche noi.
Rsi: il caso del Porto di Venezia. La testimonianza di Veneto Responsabile.
"NOTIZIE DALLE RETI, NELLA RETE"
EVENTI
NEWS
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"PARLIAMO DIO NOI"
ROAD SHOW: SI PARTE!
Dopo mesi di aperte discussioni in apposite commissioni, in consiglio direttivo, in Assemblea generale, quella che all'inizio era solo l'embrione di un'idea, condividere con la Società Veneta la proposta di un "Patto Comunitario" per un nuovo sviluppo, oggi si fa realtà con la partenza del road show, l'itinerario che porterà Veneto Responsabile a condividere questo progetto nelle sedi istituzionali di alcune province venete. S'inizia con la provincia di Venezia, mercoledì 18 novembre, grazie alla fattiva collaborazione di Venezia Opportunità, un'agenzia speciale promossa dalla Camera di commercio di Venezia, caratterizzata da un coordinamento agile e da un forte spirito innovativo. Alla prima tappa Veneziana farà seguito quella Padovana. Entrambe avranno luogo nel mese di novembre e avranno quali protagonisti alcuni dei principali soggetti territoriali sensibili alle tematiche della responsabilità sociale d'impresa e di territorio.
Gli incontri sono strutturati per fare in modo che la proposta di Veneto Responsabile, che troverà poi forma nel Patto Comunitario, possa essere adeguatamente approfondita e ulteriormente ampliata nel corso di tali incontri. Per questo è stato stilato un "Manifesto Aperto" (i princìpi del Road Show e i contenuti del Manifesto sono reperibili nell'home page del sito) che nel corso di ogni tappa del Road show potrà subire aggiustamenti e modifiche, migliorative, naturalmente.
E' previsto che ogni tappa venga "facilitata" dalla presenza di un esperto in grado di condurre la discussione e tenere ancorato il dibattito sul tema portante che è l'obiettivo finale: la definizione e approvazione del Patto. Tuttavia ogni territorio è lasciato libero di affrontare tale dibattito coinvolgendo i soggetti che ritiene maggiormente sensibili alle tematiche che si andranno ad illustrare, legate allo sviluppo sostenibile (vedasi "Manifesto aperto" in home page). La paternità dell'attivazione territoriale, se così possiamo definirla, è lasciata all'organismo-partner, che nel caso della provincia di Venezia, come detto in apertura di notizia, è Venezia Opportunità.
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FACCIAMOCI RI-CONOSCERE: RESTYLING DEL LOGO E DEL SITO. NUOVA BROCHURE DI VENETO RESPONSABILE
Dopo quella di Impresa Sociale è disponibile anche la nuova brochure di Veneto Responsabile, realizzata seguendo il filo conduttore dell'immagina coordinata dell'Associazione, che cerca di proporsi con una logica coerente tramite i diversi strumenti di comunicazione a propria disposizione. Oltre alla brochure, la newsletter, il sito e perché no, i biglietti da visita, primo momento d'"impatto" con gli interlocutori dell'Associazione. Contestualmente è stato anche leggermente rivisitato il logo o meglio, come si dovrebbe tecnicamente dire, è stato eseguito un restyling del logo proprio per adattarlo ai nuovi mezzi che sono stati creati o rinnovati, come nel caso del sito e della brochure, reperibile in formato pdf in home page.
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REQUISITI MINIMI PER UN PERCORSO DI RSI -REGIONE DEL VENETO/UNIONCAMERE
Nell'ambito della propria partecipazione, in qualità di stakeholder, al Comitato tecnico del Forum CSR Multistakeholder istituito da Regione del Veneto e Unioncamere Veneto, Veneto responsabile è stata chiamata a dare il proprio parere sui "requisiti minimi" e la "bozza di griglia di autovalutazione per un percorso di Rsi".
A tal fine, considerata l'importanza dei documenti da vagliare, che potrebbero essere presi in considerazione in futuro dai due Enti proponenti, quali linee guida anche per politiche di premialità nei confronti delle imprese, Presidenza e Consiglio direttivo dell'Associazione hanno ritenuto fondamentale coinvolgere l'Assemblea dei soci, che il 14 ottobre u.s., ha attentamente esaminato e valutato i due documenti, fornendo alla presidenza dell'Associazione, precise indicazioni in merito. Le stesse verranno inviate ai responsabili del progetto e, unitamente alle osservazioni di altri stakeholders, ulteriormente dibattute nella prossima riunione del Comitato tecnico del Forum.
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DAL DIRE AL FARE - C'ERAVAMO ANCHE NOI
Nell'ambito del quinto Salone Dal Dire al Fare, si è svolto un workshop organizzato dall'Università Bocconi di Milano al quale Veneto Responsabile ha partecipato tramite uno dei propri soci, Giampietro Vecchiato, vice presidente Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. Tema dell'evento: "Cos'è la responsabilità sociale di territorio? PA, imprese, non profit, società civile, definiscono insieme nuove strategie di sviluppo locale.
Milano Metropoli, l'Agenzia di Sviluppo che opera sull'intera area metropolitana milanese, è da tempo impegnata a diffondere il concetto e le pratiche di Responsabilità Sociale, intesa come strumento necessario per lo sviluppo sostenibile e la competitività del territorio.
In quest'ottica ha organizzato questo Workshop dal quale è emerso un concetto chiave: esiste un indissolubile legame tra la creazione del valore d'impresa e la qualità delle relazioni che esse intrattengono con il sistema complesso dei propri stakeholder.
L'approfondimento a questa tematica e la sintesi del Workshop a cura di Milano Metropoli è reperibile nel nostro sito alla voce Archivio 2009
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RSI: IL CASO PORTO DI VENEZIA. LA TESTIMONIANZA DI VENETO RESPONSABILE
Lo scorso mese di settembre si è svolto, presso il Venezia Terminal Passeggeri, un incontro dedicato a: "La responsabilità sociale d'impresa. Il caso del Porto di Venezia .Dall'attenzione al territorio all'adozione di un codice etico". Al convegno ha partecipato la vice presidente di Veneto Responsabile Silvia Zanotto.
Dopo il saluto di Paolo Costa, Presidente Autorità Portuale di Venezia, di Mario Dalla Tor, Vice Presidente della Provincia di Venezia e di Sandro Simionato, assessore alle politiche sociali e al lavoro del Comune di Venezia, la moderatrice Rossana Revello, imprenditrice, Commissione Cultura di Confindustria ha aperto il dibattito al quale hanno partecipato Fabio Longoni, Delegato Patriarcale per l'azione sociale, Francesco Dotta, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione del Veneto, Roberto Crosta, Segretario Generale Camera di Commercio di Venezia, Franco Sensini, Segretario Generale Autorità Portuale di Venezia, Dino Pistolato, Direttore Caritas Diocesana di Venezia,Alessandro Gentile Vice Direttore PIR - Petrolifera Italo Rumena e Ugo Campaner Presidente di APV Investimenti.
"L'etica non è etichetta, né certificazione. E' condivisione con gli stakeholder (tutti) della vision e della mission. L'Ente Porto-ha detto Sensini- ha l'arduo compito di regolamentare una area molto complessa e condividere con gli stakeholder i propri principi"; Crosta ha evidenziato il compito delle Camere di commercio che è quello di collaborare con le associazioni per valorizzare il territorio inteso come interessenza di valori tra pubblico e privato, tramite scambio/condivisione di buone pratiche in cui la RSI diventa anche un fattore di competitività; Gentile ha sottolineato come nella sua azienda l'etica sia pratica e non "predica" e il Codice Etico un modello organizzativo da seguire che porta risultati se l'etica viene vissuta come formazione continua; Dotta ha focalizzato il suo intervento sulla relazione tra enti pubblici e impresa ribadendo la necessità di fare rete e ricordando che in Veneto attualmente esistono 44 tavoli di concertazione; Longoni ha messo in risalto come quella dell'etica non debba essere una questione di etichetta bensì storia di persone, sistema che educa le coscienze, qualcosa che parte dall'interno, che è radicato perché è un fatto di cultura, mentre Pistolato ha evidenziato come gli stakeholder del porto sono molti: le differenti etnie che convivono a bordo di una nave sia come personale viaggiante che come viaggiatori, gli abitanti dell'hinterland (il porto solitamente disturba la città in cui esiste che a sua volta spesso lo disconosce), i lavoranti a terra. Gli stakeholder del porto rappresentano un microcosmo e il valore comune è dato dalla persona umana; Campaner in chiusura ha detto che concretamente la CSR si deve tradurre in formazione vista come investimento e non come costo in quanto è la formazione che fa alzare lo sguardo; un bilancio tra ascoltare e dialogare in quanto è l'intelligenza che mette in moto le competenze".
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"NOTIZIE DALLE RETI, NELLA RETE"
La Carta per le Pari Opportunità e l'uguaglianza sul lavoro
Realizzare un ambiente di lavoro che assicuri a tutti pari opportunità e il riconoscimento di potenziale e competenze individuali non rappresenta soltanto un atto di equità e coesione sociale, ma contribuisce anche alla competitività e al successo dell'impresa. L'impegno delle aziende italiane alla realizzazione di questo obiettivo è facilitato dalla nascita della Carta per le Pari Opportunità e l'uguaglianza sul lavoro, presentata il 5 ottobre in Assolombarda.
Il documento è promosso da Fondazione Sodalitas, AIDAF (Associazione Italiana delle Imprese Familiari), AIDDA (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti d'Azienda), Impronta Etica, UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), l'Ufficio Nazionale Consigliera di Parità con l'adesione del Ministero del Lavoro, della Salute, e delle Politiche Sociali e il Ministero per le Pari Opportunità. Diana Bracco, Presidente di Fondazione Sodalitas, illustrando il documento ha messo in luce come, sulla scia del successo delle iniziative francese (Charte de la Diversitè) e tedesca (Charta der Vielfalt), la Carta per le Pari Opportunità e l'uguaglianza sul lavoro sia una dichiarazione di intenti, sottoscritta volontariamente da impre se di tutte le dimensioni, per la diffusione di una cultura aziendale e di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi, capaci di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità. L'adesione alla Carta è libera. Attraverso il sito www.cartapariopportunita.it è possibile avere tutte le informazioni inerenti alla Carta, consultarne il testo, richiedere l'adesione per la propria azienda e avere accesso ad esempi di buone pratiche messe in atto da imprese che da più tempo sono attive e all'avanguardia sulla gestione delle Diversità.
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Aiuti allo sviluppo. Pubblico e Privato: una partnership (im)praticabile?
La settimana Ong. Agimondo
Integrare ruoli e competenze nella cooperazione internazionale allo sviluppo
In settembre e ottobre si sono svolti due importanti incontri a livello nazionale, a Milano e a Roma, per esaminare l'attuale situazione della cooperazione internazionale alla luce dell'attuale situazione di crisi economica dei Paesi industrializzati. Esaminati anche gli aspetti di responsabilità sociale delle imprese nell'ambito dello sviluppo delle popolazioni dei Paesi svantaggiati.
Risorse pubbliche in caduta libera, fondi privati in crescita. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio restano un miraggio. E' il partenariato pubblico-privato la soluzione? Un dossier di LINK2007 analizza quelle che, oggi, sono considerate le nuove possibilità di finanziamento dello sviluppo grazie al coinvolgimento di attori della cooperazione del settore profit e no profit.
Il seminario svoltosi a Milano: "Donatori istituzionali, organizzazioni non governative senza fini di lucro, imprese impegnate in iniziative di responsabilità sociale: quali possibili alleanze in vista di una sempre maggiore efficacia della cooperazione internazionale", organizzato lo scorso settembre da CoLomba - Cooperazione Lombardia (l'associazione che riunisce circa 100 organizzazioni, ong e onlus, della Lombardia) e Regione Lombardia ha avuto il merito di avviare un primo confronto tra il mondo delle imprese lombarde, le ONG e i soggetti statutariamente impegnati nella cooperazione allo sviluppo.
In conclusione, dopo le molte dichiarazioni di disponibilità e interesse da parte dei rappresentanti delle categorie economiche, Lele Pinardi (CoLomba) ha fatto presente la preoccupazione delle ONG per la situazione dell'Aiuto pubblico allo sviluppo italiano: "Da parte nostra, abbiamo proposto di partire da una dimensione regionale proprio per proporre un tavolo concreto di confronto e verifica della fattibilità e per capire come lavorare insieme agli altri attori: con quali aspettative, conseguenze, ricadute, non tanto sulle nostre attività quanto sui risultati per i nostri partner del Sud".
Proprio per approfondire la fattibilita e avvicinare i vari punti di vista dei partecipanti, CoLomba e Regione Lombardia hanno proposto la creazione di un gruppo di lavoro multistakeholder che valorizzi e sostenga la disponibilita dei diversi soggetti (ONG, imprese, fondazioni, enti locali),
Un percorso di confronto che ha visto lo svolgimento di un'ulteriore tappa di approfondimento il 6 ottobre scorso a Roma nell'ambito del convegno promosso da LINK 2007: "Pubblico e privato, una partnership (im)praticabile ?" Integrare ruoli e competenze nella cooperazione internazionale allo sviluppo. Passare dal concetto di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) a quello di Aiuto allo Sviluppo (AS)?
La nuova strategia di cooperazione allo sviluppo - di cui il Pubblico non sara più il perno principale pur continuando a riservarsi il ruolo di indirizzo e programmazione - dovrebbe derivare dalla capacità di integrare risorse e attori di diversa provenienza in quello che ormai si chiama un approccio di sistema, o in termini più generali un "whole of country approach".
Anche le risorse, da destinare alla nuova cooperazione allo sviluppo, saranno probabilmente diverse dal passato, come nel caso della proposta italiana sulla Detax, recentemente in discussione al G8 dell'Aquila. Si tratta dunque di capire se le nuove strategie abbiano la speranza di funzionare, quindi di contribuire all'obiettivo di un mondo più equo e stabile, oppure siano il segnale di una più o meno latente incapacita di governare i problemi di un mondo sempre più vulnerabile e complesso.
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Migranti. "Aiutarli a casa loro"?
Agimondo
I risultati dell'analisi evidenziano che la riduzione dei flussi verso l'Italia dipende, nel breve periodo, soltanto in misura molto limitata dall'incremento degli aiuti e della cooperazione. Tradotto in cifre: meno del 2 per cento dei migranti arrivati in Italia proviene dai Paesi caratterizzati da condizioni di grave e diffusa povertà, vale a dire con un reddito annuo pro capite al di sotto di 1.500 dollari. Paradossalmente, la politica degli aiuti finalizzata a far uscire dalla povertà i Paesi più bisognosi potrebbe favorire nel breve periodo un incremento e non una diminuzione dei flussi. Ciò che scaturisce dall'analisi è che i Paesi a maggiore emigrazione sono quelli con un reddito pro capite pari a 5.225 dollari annui, quindi nella fascia media della povertà mondiale. Salvo casi di persecuzioni o guerre, i più poveri non "possono permettersi" di emigrare. Emigra chi può permetterselo sia in termini economici sia di conoscenza, istruzione, salute, capacità di iniziativa, intraprendenza.
Non esiste, dunque, correlazione alcuna tra aiuti allo sviluppo e migrazioni? Esiste, eccome. Ma va però valutata con serietà. Il problema ha due risvolti: da un lato, gli aiuti non produrranno alcun effetto positivo se continueranno a essere 'elemosine' -pur significative- come sono in realtà gli attuali stanziamenti italiani per la cooperazione allo sviluppo; dall'altro, occorre una visione politica e strategica di lunga durata, un coordinamento a livello europeo e internazionale, programmi di aiuto e coerenti politiche economiche e commerciali di sostegno per creare realmente crescita e sviluppo nelle aree più povere. Solo quando potrà essere garantito un futuro decoroso ai figli la spinta all'emigrazione si affievolirà e inizierà al contempo quella inversa, del ritorno a casa. E non basterà che il reddito pro capite medio aumenti, ma sarà necessario che tale aumento medio sia diffuso e generalizzato e non permetta il perdurare di significative sacche di miseria nel Paese.
Per riuscire in questa impresa non basteranno certo l'attuale impegno italiano per la cooperazione allo sviluppo (0,09% del Pil, il minimo storico in trent'anni di cooperazione) e la pur valida attivazione della "detax" finalizzata a limitate azioni di solidarietà. Senza quadruplicare da subito le risorse, già dalla prossima legge di bilancio -onorando gli impegni assunti e più volte confermati- le intenzioni rimarranno parole.
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Regione del Veneto e Unioncamere del Veneto, Progetto CSR Veneto 2009/2010: Aperte le iscrizioni per la fase di sperimentazione dei requisiti minimi per un percorso di CSR e Progetto Scuole & CSR.
Con la firma nel settembre scorso della Convenzione tra Regione del Veneto e Unioncamere del Veneto sono iniziate le attività 2009/2010 del Progetto CSR Veneto. Dopo l’approvazione, nella primavera scorsa, dei requisiti minimi per un percorso di Responsabilità Sociale d’Impresa, comincia ora la fase di sperimentazione presso un campione di imprese venete, con il supporto di una griglia di autovalutazione. Alle imprese che si offriranno per la sperimentazione verranno forniti i requisiti minimi e la griglia di autovalutazione e verrà chiesto loro di cercare di valutare sulla base dei documenti il grado di responsabilità della propria azienda.
Per ulteriori informazioni: http://www.unioncameredelveneto.it/home.htm
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Fondazione Unipolis, Etica e Impresa: dall’ideologia alla prova dei fatti. Presentazione della ricerca sull’attuazione dei Codici Etici su un campione di aziende italiane, Bologna 12 ottobre 2009.
Unipolis, fondazione d’impresa di Unipol Gruppo Finanziario, hanno presentato, il 12 ottobre scorso a Bologna, il seminario “Etica e Impresa: dall’ideologia alla prova dei fatti”, una ricerca sull’attuazione dei Codici Etici su un campione di aziende italiane. Con questa ricerca per la prima volta è stata compiuta un’analisi approfondita, su un campione di circa 100 aziende italiane, per comprendere il rapporto tra valori, ispirazione etica e gestione concreta delle strutture imprenditoriali.
Per ulteriori informazioni: http://www.fondazioneunipolis.org/Pagine/Default.aspx
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Commissione Ue, Integrare lo sviluppo sostenibile nelle politiche della Ue: un riesame nel 2009 della strategia dell ’Unione europea per lo sviluppo sostenibile.
Con la comunicazione “Integrare lo sviluppo sostenibile nelle politiche della Ue: un riesame nel 2009 della strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile”, la Commissione europea delinea una strategia in quattro direzioni: intensificare le misure ambientali tese a tutelare la biodiversità e le risorse naturali, accelerare il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio e basso uso di fattori produttivi, rafforzare la dimensione internazionale dello sviluppo sostenibile e favorire l’inclusione sociale.
Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/sustainable/welcome/index_en.htm
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EVENTI
"Gender in Economics: a way out of the Crisis". Il 20 ottobre a Venezia.
Che ruolo possono giocare le donne nel percorso di uscita dalla crisi economica globale nel contesto regionale? Abbiamo forse bisogno di una maggiore "leadership al femminile" in politica e nella società? Sono davvero le donne a perderci maggiormente nell'attuale crisi economica? Sono queste alcune delle questioni che i rappresentanti di 7 Regioni Europee cercheranno di affrontare durante la conferenza "Genere in Economia: una via d'uscita dalla crisi", organizzata dalla Regione Veneto - Dipartimento Relazioni Internazionali, Cooperazione Internazionale, Diritti Umani e Pari Opportunità - e promossa dal partenariato internazionale del progetto INTERREG IVC "Gender for Growth", composto dalla Regione dell'Ile-de-France (Capofila), da Kethi - Centro di Ricerca sull'Uguaglianza di Genere (Grecia), dall'Istituto per le Donne della Regione della Catalunia (Spagna), dalla Contea di Timisoara (Romania), dalla Regione delle Isole Baleari (Spagna), dalla Municipalità di Lidköping (Svezia) e da dal Centro Ricerche Regionale per le Politiche Sociali di Budapest (Ungheria). La Conferenza intende dare vita ad uno spazio aperto di dibattito, incentrato non solamente sull'impatto che la crisi globale ha avuto sulla componente femminile del mercato del lavoro a scala regionale, ma anche sull'individuazione di soluzioni immediate al problema di come le Regioni Europee possono favorire il capitale umano delle donne per creare nuove opportunità di crescita. Prima della tavola rotonda, i rappresentanti scelti da ogni regione ufficializzeranno il loro impegno nella promozione di politiche e strategie in grado di valorizzare il contributo delle donne nei sistemi economici regionali, attraverso la firma di un memorandum di intesa. È gradita conferma: per registrarsi on-line sul sito www.venetolavoro.it
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L'Istituto Italiano della Donazione organizza la 4^ Conferenza Nazionale della Donazione. Il 26 ottobre a Napoli.
Il prossimo 26 ottobre presso la Sala della Borsa della Camera di Commercio di Napoli (via S. Aspreno 2) si terrà la 4^ Conferenza Nazionale della Donazione, organizzata dall'Istituto I taliano della Donazione in collaborazione con lo Sportello della Responsabilità Sociale delle Imprese della Camera di Commercio di Napoli ed il Consorzio Promos Ricerche. L'incontro dal titolo Economia Civile: Impresa e Terzo Settore per lo sviluppo del Paese affronterà il tema dell'economia civile dal punto di vista dell'impresa e del Terzo Settore, ponendo l'accento su alcune realtà non profit eccellenti operanti nelle regioni del Sud Italia.
L'iscrizione è libera. È necessario inviare il modulo d'iscrizione compilato a conferenza@istitutoitalianodonazione.it o via fax al numero: 02/87390806.
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"Diversity management: un valore per l'azienda". Il 27 ottobre a Milano.
Il prossimo 27 ottobre alle ore 9.30, presso la Sala delle Colonne di Banca Popolare di Milano, l'incontro realizzato in collaborazione con Impronta Etica e Unar, sarà l'occasione per conoscere i risultati dei progetti e delle buone pratiche di imprese italiane ed europee, di piccole e grandi dimensioni, sulla valorizzazione della diversità in azienda e dei relativi benefici.
La gestione della Diversità è un tema sempre più importante per le aziende di tutte le dimensioni che operano in un contesto globale per mantenere la propria competitività.
Durante l'evento saranno anche premiate le imprese vincitrici del Primo Premio Nazionale per le buone pratiche in tema di integrazione dei lavoratori stranieri realizzato da UNAR.
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PREMIO ARETE` E CONVEGNO "DALLA RESPONSABILITA' D'IMPRESA ALL'ECONOMIA SOCIALE GLOBALE"
PREMIO ARETE` - SCADENZA 31 OTTOBRE 2009 -
Sono aperte fino al 31 ottobre 2009 le iscrizioni al Premio Aretê, rassegna annuale promossa da Pentapolis, associazione per la diffusione della responsabilità sociale d'impresa. La manifestazione, aperta ad aziende, enti ed istituzioni, premia attività e progetti di comunicazione ispirati a valori di trasparenza, correttezza, sensibilità e attenzione verso i consumatori e gli utenti
Ciascun candidato può iscrivere al Premio fino ad un massimo di tre progetti fra campagne pubblicitarie, prodotti editoriali, eventi e iniziative con finalità di comunicazione nelle seguenti categorie:Comunicazioned'Impresa;Comunicazionepubblica;ComunicazioneSociale;
ComunicazioneInterna;Editoria;
Media;(Radio/TV);Internet;Cinema. L'unica modalità di partecipazione è l'iscrizione online. All'atto dell'iscrizione è possibile allegare dei materiali a supporto della candidatura. L'iscrizione è gratuita.
La Giuria 2009, costituita da autorevoli esponenti del mondo italiano della comunicazione e dei media, è presieduta anche quest'anno da Stefania Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La premiazione si terrà nella mattinata di venerdì 20 novembre a Roma presso la sede di Confindustria (Viale dell'Astronomia, 30), a latere del convegno "Dalla Responsabilità d'Impresa all'Economia Sociale Globale" nell'ambito del programma della Settimana della Cultura d'Impresa di Confindustria.
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ECONOMETICA - QUARTA CONFERENZA NAZIONALE. MILANO 6 NOVEMBRE e 30 NOVEMBRE 09
La prima sessione discuterà i meccanismi alla base della crisi finanziaria e le sue implicazioni per il pensiero economico e la responsabilità della professione di economista. Si affronteranno inoltre i temi relativi al ruolo che la regolazione del mercato può avere nel minimizzare i rischi di simili crisi e al corretto ruolo che la finanza dovrebbe ricoprire in una economia moderna. La seconda sessione tratterà delle radici etiche della crisi assumendo una prospettiva di analisi legata alla business ethics e al concetto di contratto sociale. La tavola rotonda sull'enciclica "Caritas in Veritate", infine, si focalizzerà su tre elementi: come la riflessione circa il ruolo dei fallimenti di stato e mercato entra nella dottrina sociale della chiesa; il nuovo ruolo che può essere attribuito alle "imprese morali" e il riconoscimento della responsabilità sociale d'impresa e dell'approccio multi-stakeholder.
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NEWS
CRISI: QUASI 7 AZIENDE SU 10 INVESTONO IN SOLIDARIETA' SOCIALE
(AGI) - Milano, 6 ott. - Anche in momenti finanziariamente difficili per colpa della congiuntura economica il 65 per cento delle imprese continua ad investire una parte delle proprie risorse alla Responsabilita' sociale. Il dato emerge da un convegno organizzato dall'onlus "L'albero della vita", che evidenzia come, in totale, il flusso di risorse destinate a finanziare il settore no profit o a supportare opere di solidarieta' raggiunge ogni anno nel nostro Paese poco meno di 1 miliardo di euro.
In particolare, i settori dove gli interventi sono piu' massicci riguardano il sostegno umanitario e la solidarieta' (52%), seguito dalla realizzazione di mostre e iniziative culturali (35%) e dall'erogazione di servizi specifici per il personale interno, come ad esempio l'acquisto di libri per i figli dei dipendenti (31%). Per Maurizio Montesano, Direttore Generale de "L'albero della vita", "il ruolo che giocano le aziende nel sostenere l'impegno del Terzo settore e' indispensabile per rendere possibile il successo dei nostri progetti. E' importante che aziende, imprenditori e privati, continuino a contribuire con azioni concrete di Responsabilita' Sociale, cosi' da permettere a tutto il sistema di operare a sostegno dei bisognosi e dei meno fortunati".
Da un questionario a risposta multipla pubblicato da Confindustria risulta che le aziende investono in responsabilita' sociale non solo con risorse economiche, ma anche attraverso iniziative alternative, ad esempio: salute e sicurezza sul lavoro (78,2%), attenzione verso i dipendenti e la loro crescita professionale (70,9%), preoccupazione verso le conseguenze ambientali dell'attivita' aziendale (67,3%), coinvolgimento e supporto alla comunita' locale (50,9%).
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