Newsletter - DICEMBRE 2009
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"PARLIAMO DI NOI"
SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO
SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO: IL ROAD SHOW - L'incontro Veneziano
SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO: IL ROAD SHOW - L'incontro Padovano
PercoRSI RESPONSABILI LANCIA IL CORSO DI FORMAZIONE 2010 - "Responsabilità Sociale d'impresa e di territorio: strategie, benefici, strumenti"
RIPRESI I LAVORI DEI TAVOLI TECNICI
"NOTIZIE DALLE RETI, NELLA RETE"
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"PARLIAMO DI NOI"
SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO
La proposta formulata dall'Associazione Veneto Responsabile (reperibile nella nostra home page) è stata oggetto di discussione nei due Forum organizzati in collaborazione con Venezia Opportunità e con la Camera di Commercio di Padova, prima tappe di un road show Veneto che proseguirà nei primi mesi del 2010. Sul tavolo di lavoro il "Manifesto Aperto" per lo sviluppo sostenibile.
Come si esce dalla crisi? Il cosiddetto modello Veneto è ancora attuale? Quali idee e proposte possono essere in grado di accomunare mondo produttivo, economico, finanziario e società civile per costruire un futuro meno incerto del presente? Queste sono alcune delle domande che si è posta l'associazione Veneto Responsabile, rete regionale per la responsabilità sociale d'impresa e di territorio, con l'obiettivo di giungere alla condivisione di un vero e proprio Patto Comunitario Veneto per uno sviluppo sostenibile.
A tale scopo si è dato il via ad un percorso partecipativo (road show), che nei prossimi mesi coinvolgerà diverse province Venete e che ha visto un primo incontro a Mestre con i rappresentanti del territorio Veneziano il 3 dicembre scorso, mentre un secondo incontro si è svolto giovedì 10 dicembre a Padova.
Punto di partenza di entrambi i Focus (così sono chiamate le discussioni che si volgono in tale road show), il "Manifesto Aperto" (reperibile nell'home page del nostro sito), le cui linee guida sono state tracciate da Veneto Responsabile tenendo conto sostanzialmente di quattro aspetti: sostegni alle imprese socialmente responsabili; finanza per uno sviluppo sostenibile delle comunità locali; giovani, impresa e futuro; un'alleanza e un nuovo modello di governance tra pubblico e privato.
L'iniziativa è frutto, come ha sottolineato in apertura dei lavori di entrambe le riunioni, Francesco Peraro, presidente di Veneto Responsabile, della presa d'atto che, quasi unanimemente, politici, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, dei sindacati, singoli imprenditori, economisti, sociologi, insomma buona parte della Società civile, si è detta convinta che la crisi rappresenta una svolta epocale, tanto da far sì che "Nulla sarà più come prima", tanto meno quel modello di sviluppo che fino ad oggi aveva garantito la crescita della nostra regione.
Da parte dei partecipanti ai due incontri, il riconoscimento che da una crisi come questa, che ha investito ormai ogni settore produttivo, si può uscire solo con una forte coesione (termine poco frequentato in Veneto), con idee innovative e con risorse mirate su progetti condivisi. Essenziale, per gli estensori del Manifesto, la riscoperta e il coinvolgimento attivo delle comunità locali come soggetti capaci di decidere ed orientare gli interventi, più che "oggetti" che subiscono scelte calate dall'alto.
Si tratta ora di capire, è stato detto ai due tavoli di lavoro, coordinati da Marco Caputo, chi e come sia disponibile a mettersi in gioco per creare all'interno delle proprie organizzazioni e nella società, le condizioni affinché il futuro che si è provato a disegnare sulla carta (il Manifesto), possa trasformarsi in realtà.
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SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO: IL ROAD SHOW
L'incontro Veneziano
La sfida è stata lanciata non a caso per prima nel Veneziano, terra di forti contrasti, che forse più di altri territori sta vivendo le ripercussioni della crisi. Venezia Opportunità, azienda speciale della Camera di commercio di Venezia, ha raccolto per prima "l'appello" di Veneto Responsabile riunendo lo scorso giovedì 3 dicembre, presso l'Hotel ai Pini di Mestre, rappresentanti di enti e associazioni veneziane.
All'incontro hanno partecipato, il presidente di Veneto Responsabile Francesco Peraro, il direttore di Venezia Opportunità Alberto Capuzzo, Roberto Crosta, segretario generale della Camera di commercio, Maurizio Padovan, direttore Veneto Responsabile, Giorgio Minighin, direttore Confartigianato, Renato Fabbro, direttore Cna, Fiorenzo Davanzo, direttore Lega Coop, Dino Lazzarotto, direttore Confcooperative, Mario Quaresimin, direttore Cia, Michele Lacchin, vice direttore Confesercenti, Giuseppe Venier, amministratore delegato Umana, Don Fabiano Longoni, direttore della Pastorale del Lavoro, Cristian Rosteghin, direttore Acli Servizi e Mauro Toniolo, presidente Labor Etica.
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SUPERARE LA CRISI CON UN PATTO COMUNITARIO VENETO: IL ROAD SHOW
L'incontro Padovano
La seconda tappa del road show si è svolta giovedì 10 dicembre a Padova grazie alla collaborazione della locale Camera di Commercio. A questo secondo appuntamento, svoltosi in occasione del Premio "For Profit - Non Profit: buone prassi a Padova", hanno partecipato i rappresentanti di enti, associazioni e aziende padovane.
L'incontro è stato aperto da Francesco Peraro, presidente di Veneto Responsabile, che ha presentato il "Manifesto", Roberto Furlan e Maurizia Dosso, rispettivamente presidente e vicesegretario generale della Camera di Commercio e Andrea Galeota, funzionario che ha organizzato l'incontro padovano,
La "sfida" è stata raccolta dai convenuti al tavolo di lavoro, coordinato da Marco Caputo. Tra questi Claudio Sinigaglia, assessore ai servizi sociale del Comune, il componente della Giunta Camerale Severino Beo, in rappresentanza dell'Upa, da Flavio Pellattiero, per Confindustria, da Mattia Visentin per l'Ascom, da Andrea Castagna, segretario provinciale della Cgil, da Matteo Segafredo, consigliere della Fondazione Cariparo, da Marina Bastianello Portavoce del Forum Veneto per il Terzo Settore, qui in rappresentanza anche dell'Osservatorio Padovano del Terzo Settore, da Fabrizio Panozzo Confcooperative-Federsolidarietà, da rappresentanti dell'Ulss 15 Alta Padovana, oltre che dai rappresentanti di alcune delle aziende premiate: Ivana Silvello (Primavera 90), Gianni Meneghetti (Adescoop), Gabriele Favero, Eternovica Srl e un rappresentante della Metal Spa di Borgoricco.
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PercoRSI RESPONSABILI LANCIA IL CORSO DI FORMAZIONE 2010
"Responsabilità Sociale d'impresa e di territorio: strategie, benefici, strumenti"
Approfondire gli elementi principali di alfabetizzazione alla Responsabilità sociale d'impresa e di territorio e farne conoscere gli strumenti pratici;trasmettere l'importanza per l'impresa di perseguire un valore aggiunto sociale, costruito sul rafforzamento dei rapporti con gli stakeholder; gettare le basi per introdurre una mentalità etica nell'impresa; trasmettere l'importanza per l'impresa di comunicare consapevolmente il valore dei percorsi di RSI realizzati, sia all'interno, sia all'esterno; analizzare buone pratiche di RSI nel campo delle Partnership col territorio. Questi alcuni degli obiettivi che si propone il Corso di formazione che avrà inizio il 21 gennaio 2010.
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RIPRESI I LAVORI DEI TAVOLI TECNICI
Bilancio Sociale e Partnership con il territorio: sono questi gli argomenti guida dei Tavoli tecnici di lavoro che sono ripresi nelle settimane scorse. L'obiettivo dei gruppi di lavoro è quello di giungere alla stesura di un documento finale che contenga in se linee guida ed elementi pratici e operativi che siano di supporto a quanti sono impegnati nelle proprie organizzazioni o a coloro che intendono approfondire tali argomentazioni.
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"NOTIZIE DALLE RETI, NELLA RETE"
NEWS
PRESENTATE A ROMA IL 24 NOVEMBRE SCORSO LE PRIME ANTICIPAZIONI SULLE LINEE GUIDA ISO 26000
Per le aziende del terzo millennio e' arrivata l'ora della responsabilita' sociale che non ha nulla a che vedere con obblighi ne' tantomeno con pseudo voci 'responsabili'. Questo l'argomento affrontato il 24 novenbre u.s. al Cnel nel corso di un incontro. Sono sette i criteri di comportamento che andranno presi alla lettera dall'azienda o dall'organizzazione che vuole avere una responsabilita' sociale vera, un atteggiamento virtuoso che non sfoci solo in una filantropia 'di facciata'. Li ha elaborati l'Iso (International Organization for standardization) l'organizzazione mondiale per la definizione di norme tecniche e raccolti nelle linee guida della futura norma Uni Iso 26000. (Adnkronos/Labitalia)
Un'impresa o una qualsiasi organizzazione pubblica o privata che adotti un comportamento socialmente responsabile, monitorando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse, i cosiddetti 'stakeholders', dovra' secondo la Uni Iso 26000 rispettare le seguenti linee guida: responsabilita', trasparenza, etica, rispetto degli 'stakeholders', della legge, degli standard di comportamento internazionali e dei diritti umani. Uni Iso 26000 e' il frutto di un lavoro di armonizzazione a livello internazionale che e' durato diversi anni, dovuto alla necessita' di avere un documento di riferimento ufficiale, di valore mondiale, massimamente rappresentativo per fare chiarezza sulla responsabilita' sociale di tutte le organizzazioni, perche' sebbene la sensibilita' verso la responsabilita' sociale sia in continua crescita, sono ancora troppe le interpretazioni che se ne danno. In linea con le ultime tendenze dell'attivita' Iso, la guida non riguarda dei prodotti fisici ma dei processi e dei sistemi organizzativi immateriali, il che ha reso necessaria la formazione di un gruppo di lavoro formato non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dai portatori di interesse stessi, tra cui spiccano i sindacati, che per la prima volta hanno partecipato molto attivamente ai lavori di normazione. In totale l'elaborazione della Iso 26000 ha visto il coinvolgimento volontario di oltre 400 esperti e 175 osservatori provenienti da 91 Paesi di tutto il mondo.
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Hera lancia CiboAmico: la solidarietà in mensa
Hera ha inaugura un progetto per il recupero degli alimenti non consumati nelle proprie mense: progetto realizzato da Concerta, in collaborazione con Last Minute Market, a favore dell'Opera Padre Marella.
In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2009, Hera ha avviato CiboAmico: l'iniziativa prevede il recupero degli alimenti non utilizzati nelle mense del Gruppo e la loro distribuzione ad associazioni, presenti sul territorio, che si occupano di aiutare persone in condizioni di disagio e povertà. L'operazione trova le premesse nel recente bando di gara indetto da Hera per la gestione delle mense, che non si è basato sul criterio di massimo ribasso, ma su criteri che attengono alla sostenibilità ambientale e sociale. L'affidamento del servizio mensa prevedeva, tra le varie iniziative di sostenibilità, l'eliminazione dell'acqua minerale, l'utilizzo dei prodotti locali ("chilometro 0") e la devoluzione dei prodotti non consumati ad associazioni presenti sul territorio con conseguenti vantaggi ambientali e sociali. Da questi presupposti è nato l'accordo con l'Opera Padre Marella per preparare i pasti serali dei suoi ospiti. CiboAmico si avvale della collaborazione di Last Minute Market, spin-off dell'Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale e offre servizi per favorire il recupero delle merci inutilizzate ma ancora idonee ad essere consumate.
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"Aiutiamoli a casa loro"
INTERSOS scrive all'on. Bossi chiedendo il contributo della Lega Nord per una lungimirante gestione dell'immigrazione e manifestando il proprio accordo sull' "aiuto a casa loro" purché vero ed efficace.
Caro Onorevole Bossi, se è vero che sull'immigrazione il linguaggio e le opzioni politiche della Lega Nord sono duri e intransigenti, è vero anche che in alcune delle città amministrate dalla Lega l'integrazione degli immigrati è visibile e positiva. Questo fatto mi induce ad aprire un dialogo con lei.
Lo faccio perché seguo queste tematiche fin dagli anni '70, quando ero nella Cisl di Milano e con Cgil e Uil, alcuni docenti e studenti universitari e alcuni politici locali abbiamo centrato l'attenzione sul tema dell'immigrazione… Ma la Politica è stata per ancora molti anni disattenta, possiamo dire fino al 1990, mentre l'Italia stava inesorabilmente cambiando. Ed è stato un grave errore.
Ha pensato a cosa potrà significare nel 2050 (cioè domani) un'Europa con un deficit di manodopera di 50 milioni di persone e un'Africa che avrà probabilmente 4-500 milioni di persone in più? Una delle sua frasi preferite è: "che stiano a casa loro" o, detto meglio, "aiutiamoli a casa loro". Posso essere d'accordo con lei. Però facciamolo sul serio. Sollecitati dal suo "aiutiamoli a casa loro" e dalla sua proposta condivisa con il ministro Tremonti di introdurre a questo scopo la detax, abbiamo voluto capirne di più. Un breve studio, documentato da dati inconfutabili sul nesso povertà-migrazione e quindi sul rapporto migrazioni-cooperazione allo sviluppo ( www.link2007.org), ha evidenziato che per attuare seriamente e con efficacia la sua proposta, occorrerebbe almeno quadruplicare, programmare e qualificare maggiormente la cooperazione allo sviluppo. Esattamente il contrario di quanto da anni hanno fatto i Governi italiani. L'appello che le rivolgo, conscio delle difficoltà ma conscio anche delle sue capacità di fiutare come il mondo evolve, è che la Lega contribuisca a non lasciare insoluto questo problema che, se non correttamente e coraggiosamente governato ricadrà sui nostri figli e i nostri nipoti, forse definitivamente ingovernabile.
Nino Sergi - Segretario generale Intersos
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