Rinascere Sostenibili – SAVE THE DATE – 6 maggio 2021

Tappa padovana del Salone della CSR e Innovazione sociale

Beni relazionali per comunità responsabili

Il testo di Patrizia Messina intitolato Territori generativi e responsabili. Sostenibilità e innovazione sociale attraverso le politiche di sviluppo locale, parte integrante del libro del 2019 Oltre la responsabilità sociale di impresa, Padova University Press ha fortemente ispirato la Tappa patavina del Giro d’Italia della CSR 2021.

Riportiamo qui di seguito un’estratto del libro in attesa dell’appuntamento del 6 maggio.

“La crisi epocale scaturita dalla pandemia costituisce un’opportunità inedita per ridisegnare i confini del nostro essere comunità, mettendo al centro dell’idea di “benessere” i servizi di prossimità e le reti di solidarietà, insieme alla crescente consapevolezza che senza «comunità» non si attivano processi di sviluppo né di crescita economica. “Nessuno si salva da solo”. La rinascita, quindi, non può prescindere dalla capacità di potenziare reti di servizi che generano legami e comunità resilienti.

Il recente dibattito sulla responsabilità sociale di impresa, coniugato con gli obiettivi della sostenibilità dello sviluppo e le pratiche dell’innovazione sociale, offre a questo riguardo una importante opportunità, mettendo in luce l’evoluzione del concetto di “responsabilità sociale” superando la visione limitata alla singola impresa, per valorizzare piuttosto il sistema di relazioni e di interazioni che legano tra loro i diversi attori dello sviluppo entro un dato contesto territoriale. In questa prospettiva, la responsabilità sociale del territorio riferita al sistema di relazioni/interazioni in cui operano tutti gli attori dello sviluppo, pubblici e privati, di un dato contesto territoriale, mette in luce la loro capacità di generare strategie e obiettivi condivisi di sviluppo, tanto più efficaci, quanto più in grado di incrementare la coesione sociale e rendere, al tempo stesso, il territorio più attrattivo e competitivo. L’attenzione si sposta quindi sul sistema di relazioni/interazioni che generano comunità. In questa prospettiva, la responsabilità sociale di territorio si configura come un progetto politico di sviluppo territoriale mirato a generare un nuovo tipo di comunità, costituita da “ciò che decidiamo di mettere in comune”, seguendo gli obiettivi di sviluppo propri del Benessere Equo e Sostenibile territoriale, condividendo, al tempo stesso, nuove regole che diventino davvero vincolanti per tutti i membri della comunità.

Il valore aggiunto dato dall’approccio della responsabilità sociale di territorio consiste nell’indicare le strategie da attivare per raggiungere gli obiettivi di una maggiore coesione sociale, ovvero la capacità di:

– attivare processi in grado di generare «beni relazionali» e coesione sociale;

– costruire reti sociali e alleanze strategiche volte a conseguire obiettivi condivisi di sviluppo;

– realizzare un gioco a somma positiva (win/win) puntando sulla motivazione degli attori;

– ridare valore alla comunità, attivando interazioni generative e coesione sociale;

– generare significati, legami e senso di appartenenza (capitale sociale).

Il presupposto per poter agire in senso generativo e socialmente responsabile è costituito quindi, essenzialmente, da un cambiamento di prospettiva volto ad acquisire una visione integrata ed eco-sistemica dei fattori di sviluppo che incidono su un dato contesto territoriale. Questa capacità di lettura integrata cambia infatti la prospettiva con cui siamo abituati a leggere la realtà a partire dal singolo elemento, poiché il sistema è diverso dalla somma delle sue parti. Si tratta di una prospettiva che non sminuisce l’azione del singolo attore, ma piuttosto la reinterpreta, orientandola verso il perseguimento degli obiettivi del benessere equo e sostenibile e della responsabilità verso le generazioni future, offrendo suggerimenti e strategie di azione adeguate, come: l’attivazione di processi partecipativi (cittadinanza attiva ed empowement); la costruzione di alleanze strategiche per generare fiducia e capitale sociale; la valorizzazione di persone e luoghi.” pp. 241-262